Gestire un gruppo di lavoro significa avere l’atteggiamento e la visione più utile per la prospettiva, attraverso il pieno coinvolgimento di tutti alla cultura aziendale.

Ecco le testimonianze di alcuni partecipanti!

Come nasce il progetto formativo in AromataGroup?

Lo scorso giugno la PQA con cui collaboro da anni,  mi ha proposto di realizzare un progetto di formazione all’interno di AromataGroup, un’azienda specializzata nella produzione di aromi naturali, colori e ingredienti. 

Il progetto è stato finanziato da Fondimpresa ed è finalizzato allo sviluppo di 12 capi intermedi per padroneggiare il loro ruolo da responsabili e gestire al meglio il gruppo di lavoro. 

Come è stata progettata la metodologia didattica?

Il percorso formativo è stato progettato su 4 incontri di quattro ore ciascuno. 

Per poter conoscere i partecipanti, le loro attuali competenze e modalità operative, il significato attribuito al loro ruolo e il modo di ricoprirlo, è stato proposto di compilare un questionario anonimo, costruito ad hoc, un mese prima dell’inizio del percorso. Questo ha consentito di:

  • analizzare i loro bisogni formativi
  • iniziare a creare un clima di fiducia e partecipazione
  • progettare dei contenuti mirati utili per loro.

Le domande vertevano su argomenti diversi a partire dalla consapevolezza del ruolo e delle loro  responsabilità, allo scopo della funzione all’interno dell’organizzazione, all’output del loro lavoro, agli obiettivi condivisi da raggiungere fino alle caratteristiche fondamentali per un buon leader. 

Come è possibile rendere la formazione esperienziale e interattiva?

Attraverso giochi di ruolo in cui è stato richiesto di interpretare dei personaggi, che sono stati assegnati in maniera casuale, abbiamo stimolato:

  • l’interazione e il confronto fra loro, per il raggiungimento di specifici obiettivi
  • la riflessioni su di sé e sul gruppo, in momenti di debriefing dedicati, per la comprensione del contesto e degli elementi che facilitano/ostacolano la relazione e la collaborazione
  • il consolidamento dell’apprendimento, con alcuni brevi momenti teorici, che hanno consentito di rielaborare le esperienze in aula e valorizzare nuove conoscenze. 

Come è stato creato un ambiente collaborativo?

È fondamentale creare un ambiente di fiducia reciproca, che permette al gruppo di lavoro di sentirsi libero di esprimersi e confrontarsi su dinamiche differenti, anche sugli aspetti più scomodi. 

Questa attività di interpretazione di ruoli ha permesso la creazione di un ambiente ‘sicuro’, fin dai primi momenti. 

La rappresentazione scenica di comportamenti, atteggiamenti, caratteristiche di personalità del personaggio interpretato, ha consentito di non sentirsi esposti in prima persona. 

Inoltre l’immedesimazione ha naturalmente lasciato emergere delle parti di sé, mentre si giocava, che ha facilitato l’autoanalisi. Questo ha permesso di far emergere alcune analogie tra il ruolo interpretato dai partecipanti e il loro ruolo effettivo all’interno dell’organizzazione aziendale.

Apprendere per gestire il gruppo di lavoro

L’interattività permette lo scambio di idee, posizioni ed esperienze. Difatti, la simulazione di un ruolo è un’esercitazione di apprendimento che induce i partecipanti a guardare una stessa situazione da diversi punti di vista, ampliando la propria prospettiva e comprendendo con maggiore profondità il comportamento proprio e altrui. 

L’apprendimento viene stimolato in più direzioni, attraverso:

  • l’impegno dedicato all’interpretazione di un determinato ruolo, con un compito ben preciso e un obiettivo dichiarato
  • l’osservazione del comportamento degli altri partecipanti
  • il feedback circolare e continuo.

Riflettere per gestire il gruppo di lavoro

Attraverso la pratica riflessiva hanno compreso meglio alcune dinamiche interne all’azienda,  hanno potuto  farsi domande nuove che hanno consentito loro di pensare ai propri atteggiamenti, sensazioni, reazioni comportamentali nel ruolo di leader e come persone che ricoprono quell’incarico, anche rispetto alla gestione del gruppo di lavoro. 

Queste pratiche permettono di costruire e sviluppare diverse strategie di coping comportamentali alternative e più efficaci da mettere in atto in diversi contesti, oltre a quello lavorativo.

Qual è il mio stile formativo per gestire il gruppo di lavoro?

La gestione dell’aula mi appassiona particolarmente: spesso scelgo tra i partecipanti una persona a cui destinare una serie di provocazioni che stimoleranno delle reazioni su cui poi riflettere insieme. 

Con questa persona, scelta in base alla sua personalità capace di sostenere il confronto scomodo, che inconsapevolmente accetta il ruolo, creo un’alleanza implicita, che diventa lo stimolo strategico per facilitare delle dinamiche e delle osservazioni interessanti per il gruppo, ma anche per attivare dei momenti informali di scambio, che alleggeriscono le tensioni.

Indubbiamente questa scelta viene fatta quando capisco che la persona identificata ben tollera questa modalità relazionale, senza sentirsi attaccata, giudicata o offesa.  

Quali sono i principi che guidano un leader nella gestione del gruppo di lavoro?

Il focus dell’intervento formativo si è concentrato intorno alla cultura aziendale, partendo dall’analisi della mission e della vision, sottolineando l’importanza di comprenderle, di riconoscersi in esse e di coinvolgere il team sui valori aziendali. 

Un altro elemento essenziale è la conoscenza approfondita dei propri collaboratori e delle loro qualità umane: questo permette di valorizzare ogni persona e coinvolgerle nella prospettiva aziendale. 

Le relazioni e le interazioni di elevata qualità che si instaurano, permettono anche la condivisione di conoscenze, metodi ed esperienze, valutazioni e soluzioni, confronti onesti sugli obiettivi intermedi.

Questa modalità gestionale è necessaria anche per attribuire incarichi specifici e individuare le risorse da utilizzare in caso di specifiche problematiche, a vantaggio del gruppo di lavoro e del cliente finale e, naturalmente, dell’espansione della produttività aziendale.

Come si realizza il cambiamento?

I momenti di debriefing e le analisi di casi concreti avvenuti nella realtà aziendale hanno consentito di confrontarci su diversi aspetti concreti: 

  • come dare feedback efficaci che stimolino i collaboratori a mettersi in gioco per il cambiamento
  • come gestire personalità complesse o difficili
  • cosa significa esattamente motivare i collaboratori a dare sempre il meglio di sé
  • come diventare la persona più utile all’interno della propria organizzazione
  • come il coinvolgimento alla prospettiva aziendale possa facilitare l’operatività quotidiana.  

Ogni partecipante è riuscito a individuare i propri drivers strategici che saranno per loro utili ad ottimizzare la gestione del loro gruppo di lavoro. In questo modo potranno concretamente mettere in pratica il cambiamento che ciascuno desidera per evolversi, far crescere il proprio team, e contribuire in prima linea agli obiettivi aziendali.

Qual è stato il feedback finale dei partecipanti?

I partecipanti hanno accolto con grande sorpresa ed entusiasmo l’idea di una formazione da loro stessi dichiarata come ‘diversa da quella ordinaria’. 

Anche se durante i primi momenti in aula sono apparsi titubanti e forse un po’ sconcertati per la richiesta di giocare e simulare dei ruoli, si sono lasciati coinvolgere completamente, si sono fidati, si sono aperti, si sono confrontati, si sono messi in discussione e si sono conosciuti meglio anche fra di loro. 

C’è stata partecipazione attiva da parte di tutti: hanno manifestato il desiderio di allenarsi a mettere in atto nuove modalità comportamentali, di provare a modificare e migliorare relazioni lavorative complicate e perche no? Anche di rivederci, per confrontarci ancora sui cambiamenti effettivamente realizzati. 

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